Web e Tecnologia

Il futuro delle PA è negli Open Data

Written by Michele Pinassi

Buongiorno a tutti, inauguro questa rubrica dedicata alla tecnologia con un articolo proprio sugli Open Data, prendendo spunto da un interessante post odierno sul blog dell’Arpat Toscana.

Open Data è una filosofia, un principio -al pari dell’Open Source- che prevede la totale “apertura” dei dati prodotti da un certo soggetto, in questo caso le Pubbliche Amministrazioni. La caratteristica più importante di questo filosofia è l’esposizione grezza e completa di tutti i dati (ovviamente nel rispetto di eventuali vincoli di sicurezza per i cittadini, come la privacy) prodotti, spesso in formato XML, attraverso gateway o API: grazie a software sviluppati ad-hoc, è possibile aggregare ed analizzare questi dati per renderli comprensibili all’utenza o per studi statistici o altro.

Ad esempio, lo stesso sito OpenBilanci (www.openbilanci.it) è stato sviluppato sugli Open Data relativi ai bilanci comunali dei comuni italiani, come ben scritto nelle FAQ del sito stesso:

Riguardo ai bilanci, la fonte dei dati è la Direzione Centrale della Finanza Locale  del Ministero dell’Interno cui la legge (T.U.E.L. del 2000) affida il compito di raccogliere e pubblicare i bilanci dei Comuni italiani secondo una classificazione omogenea (certificati di bilancio preventivo e consuntivo). I dati del singolo bilancio di un Comune vengono prodotti e trasmessi al Ministero dal Comune stesso che è quindi il soggetto responsabile della veridicità, esattezza e completezza dei dati presenti nella banca dati del Ministero e, di conseguenza, dei dati pubblicati in Open bilanci.

Si comprende bene l’importanza di poter avere i dati in forma grezza, completa e non elaborata: sarà compito degli utenti/ricercatori/sviluppatori elaborare ed aggregare i dati, secondo le proprie esigenze, sollevando le PA da questo oneroso compito ma assolvendo, nel modo più completo e trasparente, a tutti gli obblighi di pubblicità previsti proprio dal TUEL.

Ad oggi, la strada degli OpenData è ancora in salita, anche a causa dell’arretratezza dei sistemi informatici a disposizione delle PA, della scarsa cultura informatica e della ancor più ridotta sensibilità verso temi come la “trasparenza”: la speranza sono le nuove sensibilità dei cittadini, sempre più attenti alle azioni delle PA e desiderosi di sapere e conoscere cosa viene fatto, da chi, come e con quali soldi.

About the author

Michele Pinassi

Utente GNU/Linux dal lontano 1994, appassionato di nuove tecnologie e sicurezza informatica. Attualmente Responsabile della Telefonia all'Università di Siena, si occupa della rete telefonica tradizionale e del progetto VoIP di Ateneo. Impegnato nella politica cittadina e consigliere comunale del gruppo Siena 5 Stelle.