Cronaca La Salute nel Piatto

La salute nel piatto. Educare i figli a mangiare a colori.

David Busato
Written by David Busato

La rubrica periodica della Dott.ssa Capperucci affronta il tema delicato ed importante di cosa mangiano i figli.

Siena. Cosa mangiano i nostri figli? Come educare i figli ad una corretta alimentazione? E’ il dubbio, il cruccio e la preoccupazione di ogni genitore. Bando alle merendine, alle bibite dolcificanti e a quanto altro possa essere dannoso per la salute dei nostri figli.  La consueta rubrica della Dott.ssa Capperucci affronta oggi questo tema: “Educhiamo i nostri figli a mangiare a colori anziché nelle tonalità del beige: uno studio inglese[1] – scrive la Dott.ssa Capperucci – ha rivelato che la gamma del beige, caratteristica di biscotti, pappine ed omogeneizzati fornisce ai bimbi l’imprinting primordiale che non sarà più dimenticato. Crescendo, i ragazzi ricorderanno inconsciamente quel beige e lo ritroveranno, per loro sventura,  nei biscotti o patatine fritte piuttosto che negli hamburger dei fast food.[2] Quindi è necessario educare fin da piccoli i nostri figli ai colori e alla consistenza di frutta e verdura, e questo a partire dalla colazione.  Quanti bimbi non consumano la colazione a casa? Un bambino su tre in Italia non fa colazione la mattina, a tutto svantaggio non solo della salute ma anche dei risultati scolastici (va ricordato che circa il 70% dei bambini alle elementari si corica dopo le 21,30; il 41% dei ragazzi delle scuole medie supera le 22,30 e in entrambi i casi il 36,5% fa uno spuntino serale che pregiudica l’appetito del mattino)[3].

Colazione ideale:

  1. Latte (anche di natura vegetale) e derivati (yogurt, formaggio fresco, ricotta)
  2. Cereali e derivati (pane, fette tostate, biscotti secchi, cereali in fiocchi)
  3. Frutta e derivati (spremute, centrifugati, frullati di frutta fresca, composte di frutta)

Esempi:

  • yogurt + cereali
  • spremuta di agrumi + biscotti secchi
  • latte + fette tostate + composta di frutta

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importante che tutti gli alimenti provengano da agricoltura biologica![4] Metà della frutta e verdura in commercio in Italia non è adatta al consumo per i bambini, a causa dei residui dei pesticidi.[5] esiste una legge nazionale, la 488/99, che obbliga i Comuni e gli ospedali ad usare quotidianamente nei menu delle mense pubbliche “prodotti biologici, tipici e tradizionali” ma su 8109 comuni italiani, sono circa 1000 i comuni che rispettano questa legge.[6] i genitori possono richiedere al loro comune che inserisca prodotti bio nella mensa scolastica.

Perché no alle merende confezionate? Si può utilizzare la lista degli ingredienti presente in confezione per poter decidere se è un buon prodotto. Tra gli ingredienti non ci dovrebbero essere additivi alimentari (indicati con la lettera E seguita da un numero a tre cifre; spesso controindicati nei soggetti allergici!), grassi vegetali (olio di palma, di cocco … possono portare ad una diminuzione della frazione “buona” del colesterolo e ad un aumento di quello “cattivo”..) o oli idrogenati, né troppo zucchero (indicato anche con nomi diversi, tutti però sinonimi: saccarosio, zucchero d’uva, destrosio, fruttosio, sciroppo di glucosio … spesso responsabile di vere e proprie forme di dipendenza..). Difficile trovare in questa categoria qualcosa che non abbia queste caratteristiche.

Perché no alle bibite dolci? A parte l’acqua il contenuto fondamentale di tutte le bibite dolci è lo zucchero. Si tratta ovviamente di zuccheri semplici, quindi estremamente “ingrassanti, e se optiamo, invece, per le versioni “light” allora tra gli ingredienti possiamo trovare i dolcificanti artificiali per i quali gli effetti sulla salute sono ancora molto dubbi! molte bevande gassate e tutte quelle a base di cola contengono, inoltre, acido orto fosforico (E338). Il fosforo, nelle dosi presenti nelle bibite, cattura il calcio presente nelle ossa con rischio di demineralizzazione ossea. Bibite energizzanti: al di là del grosso quantitativo di zucchero (una lattina contiene mediamente l’equivalente di 9 zollette di zucchero, un apporto calorico non trascurabile per chi è in sovrappeso), spesso associano ingredienti stimolanti come la caffeina abbinata all’alcol: un mix micidiale! Il rischio, nei soggetti più sensibili, è di un  eccessivo aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, ma non solo … la caffeina può dare l’illusione di attenuare la sonnolenza indotta dall’alcool. Questo altera la capacità di percepire il proprio stato di ebbrezza con una tendenza ad aumentarne l’assunzione, in un pericoloso circolo vizioso. Un ultimo, e non meno importante aspetto, riguarda l’utilizzo nella fascia adolescenziale, per aumentare le prestazioni sportive, sottovalutando i rischi potenziali.[7]

 Note:

[1] Bimbo Bio – S. Apuzzo, S. Carnazzi

[2] Bimbo Bio – S. Apuzzo, S. Carnazzi

[3] Piccolo manuale di educazione alimentare.  S. Amarri, P. Pedrazzi

[4] “LifeGate Magazine” 21 nov-dic  ‘04

[5] La scelta dei menù biologici nasce dalla consapevolezza che i bambini sono, rispetto agli adulti maggiormente esposti all’inquinamento alimentare, come ricordano studi pediatrici, primo fra tutti il rapporto del Consiglio nazionale delle Ricerche USA del 1993 su “I pesticidi nella dieta dei neonati e dei bambini”. I residui massimi di sostanze pericolose in agricoltura e negli alimenti, consentiti per legge, hanno come punto di riferimento non un bambino bensì un adulto del peso medio di 60Kg!

[6] Bimbo Bio – S. Apuzzo, S. Carnazzi

[7] http://www.ilfattoalimentare.it/red-bull-energy-drinks-allerta.html

About the author

David Busato

David Busato

Giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze Politiche e Documentazione e ricerca storica (entrambe a Siena). Docente. Collaboratore di Primapagina Chiusi, Lettera 43 e Qui Siena. Il suo motto, non originale, è "Fai quello che devi, accada quello che può...".