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Siena nel mondo. Il metodo Ficcs. Intervista all’Associazione Ulisse

David Busato
Written by David Busato
L’associazione nata nel 2003 si occupa di promuovere lo scambio fra studenti italiani e stranieri. Didattica ma non solo.
Siena. “Collaborazione, non competizione. Sicuramente Siena puo’ sicuramente essere un centro di eccellenza per imparare la lingua e la cultura italiana. La nostra città è molto conosciuta nel mondo”. Antonio Giorgi ed Antonella Filippone dell’Associazione Ulisse, rimarcano più volte questo aspetto. Scambio fra studenti italiani e stranieri in un mondo come quello di oggi sempre più globalizzato ed interconnesso. Nella vivace realtà culturale senese, l’Associazione Ulisse, da anni, svolge un ruolo importante anche e soprattutto per far conoscere Siena nel mondo. Il metodo dell’associazione è un metodo a tutto tondo, una full immersion nel contesto senese in collaborazione con la Italian Siena Studies. Didattica ma non solo. Cultura, volontariato, sociale. Nel relativo sito www.sienaulisse.com, si legge:” Fondata nel 2003, l’Associazione Culturale Ulisse ha lo scopo di promuovere lo scambio culturale tra cittadini italiani e stranieri che, per alcuni mesi o stabilmente, si trovano nella città di Siena. Fondata da “senesi” e americani, “Ulisse” si propone come punto di incontro per stranieri che vogliono conoscere e vivere queste opportunità di integrazione con la realtà sociale e italiani che vogliono “aprirsi” a culture diverse. Membro dell’International Center for Intercultural Exchange in Siena, “Ulisse” collabora con le scuole locali, con le principali organizzazioni di volontariato del territorio e con altre strutture senesi. L’ International Center for Intercultural Exchange di Siena, riunisce strutture che operano nel settore dell’educazione e che hanno come punto di incontro la città di Siena, in modo particolare fa riferimento a Siena Italian Studies, programma per studenti che studiano la lingua e la cultura italiana. In virtù della sua funzione di punto di incontro tra il volontariato locale e il mondo dell’educazione internazionale, “Ulisse” è molto attivo nella ricerca nel settore delle pedagogie innovative. A Siena, “Ulisse” ha lavorato, sin dalla sua creazione, per introdurre e sviluppare la pedagogia del service-learning con numerosi progetti realizzati attraverso le varie associazioni di volontariato della città. Il 12 aprile del 2008 “Ulisse” ha organizzato insieme a Siena Italian Studies una conferenza internazionale dal titolo “Service-Learning in Italy: Exploring the Relationship between Volunteerism and Academic Institutions” presso il Collegio S. Chiara. La ricerca dei soci di “Ulisse” ha anche portato allo sviluppo di un metodo innovativo per l’acquisizione dell’italiano come lingua seconda, FICCS (Full-immersion: culture, content, service). In collaborazione con la “Universidad Fernando Pessoa” di Porto e l’Istituto “CELEI” di Granada, “Ulisse” sta lavorando alla diffusione dell’approccio FICCS per l’insegnamento di altre lingue comunitarie. “Ulisse” offre anche corsi di lingua inglese e spagnola per i suoi soci”.
Antonella Filippone, autrice insieme a Lavinia Bracci, nel 2010 per Carocci del libro “L’educazione riflessiva interculturale”, insieme ad Antonio Giorgi, nella sede di Via Salicotto, spiegano meglio il loro lavoro.

1) Scopi e progetti di Ulisse.

Ulisse, è un’associazione culturale che promuove lo scambio fra studenti italiani e stranieri. In collaborazione con Siena Italian Studies (per promuovere lo studio della lingua e della cultura italiana); con altre strutture ed enti cittadini per l’integrazione linguistica e culturale e nell’ambito del volontariato; con le scuole per lo studio  dell’inglese; organizzazione di conferenze internazionali su temi interculturali

2) Il metodo Ficcs

I nostri studenti vivono a tutto tondo nelle famiglie e nella realtà italiana. Fanno volontariato e altro. Da qui l’idea di promuovere questo metodo che è stato presentato in Europa chiedendo un finanziamento che abbiamo ottenuto per tre anni. È finito lo scorso anno ed orari riparte per perfezionare ed adattarlo ad altre realtà. Il progetto è molto apprezzato anche e soprattutto negli Usa. Noi collaboriamo con molte università americane, in primis la Siena College nello Stato di New York, poi con la International Service Learnings Programs di Portland. Sul Siena College c’è una storia dietro prettamente senese perché ha come simbolo S. Bernardino, ed è un collegio cattolico. Nel lontano 1934 alcuni frati cappuccini vennero a Siena, rimasero colpiti dalla città e fondarono negli Usa il college.

3) Cosa fanno i “vostri”studenti?

Didattica, volontariato, sociale e molto altro. Ultimamente hanno anche partecipato,  per esempio,  alla pulizia delle mura. Stanno in Italia alcuni mesi. Una vera e propria full immersion per circa 30/40 studenti.

4) Gli studenti stranieri oggi e nel 2003 quando avete iniziato…

La situazione degli stranieri è in continuo cambiamento: ovviamente c’è una grande emergenza nazionale e regionale per l’inserimento degli immigrati nei posti di lavoro e nelle strutture educative; continuano comunque gli afflussi di studenti e cultori dell’italiano che vedono Siena come un centro di eccellenza per imparare la lingua e la cultura italiana. Gli studenti americani hanno la natura di mettersi in gioco, hanno più fiducia nei confronti del futuro. Rimangono impressionati dalla bellezza di Siena e dell’Italia, tant’è che visitano anche altre città italiane. 

5) L’italiano come lingua attrae sempre?

Sicuramente. Il trend più o meno è sempre uguale. L’Italia e l’italiano hanno sempre il suo fascino.

6) I vostri prossimi progetti…

Dopo l’implementazione del progetto europeo EUFICCS, intendiamo continuare nello sviluppo di nuove metodologie didattiche in ambito accademico europeo e internazionale.

7) Siena e lo scambio interculturale. Pregi e difetti. Difficile fare rete?

Siena è un campus naturale ma non sempre esiste collaborazione. E’ un peccato. Si può fare certamente di più per promuovere programmi di inserimento e apprendimento, anche in collaborazione con altre istituzioni del settore. C’è ritrosia a fare rete. Sarebbe un’opportunità fantastica per Siena. Ragionare per compartimenti stagni non porta da nessuna parte. Del resto anche noi portiamo “acqua al mulino” delle presenze turistiche a Siena.

8) L’idea di un portale unico per il vostro settore come sarebbe?

Ottima.

About the author

David Busato

David Busato

Giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze Politiche e Documentazione e ricerca storica (entrambe a Siena). Docente. Collaboratore di Primapagina Chiusi, Lettera 43 e Qui Siena. Il suo motto, non originale, è "Fai quello che devi, accada quello che può...".