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Siena. Foto di Valentini su sidecar nazista. Il Sindaco si scusa

David Busato
Written by David Busato

Il Sindaco posta su Facebook una foto su un sidecar rivelatosi poi delle SS. Polemiche su facebook e scuse finali con rimozione della foto.

Siena. Ed alla fine sono arrivate le scuse del Sindaco di Siena, Bruno Valentini, per una foto “scherzosa”, come lui stesso l’ha definita, postata su Facebook il 18 Marzo. La foto ritrae, o meglio ritraeva, il Sindaco accanto ad un’altra persona in un sidecar che poi, i più attenti osservatori, hanno etichettato come un mezzo nazista. Non bastasse questo, la persona proprietaria del mezzo e ritratta nella foto sarebbe un noto simpatizzante della destra mussoliniana. Nel commento il Sindaco scriveva “Pronto per le Primarie”. Una foto innocente ma che ha scatenato polemiche a non finire. Foto impropria? Uno scherzo non compreso da tutti? Fatto sta che sull’onda delle polemiche sui social, il Sindaco, ha tolto la foto ed ha postato il seguente commento: “Fino a ieri mi sono stupito per l’eco inattesa di una foto scherzosa su FB. Quando poi ho visto la reazione di persone che stimo, con cui ho condiviso tante battaglie di democrazia e di emancipazione, ho deciso di fare una cosa che in genere i politici non fanno. Chiedo sinceramente scusa a tutti coloro che si sono sentiti offesi per la mia foto a bordo di una moto d’epoca della Seconda Guerra Mondiale, che ho appreso essere appartenente al corpo delle SS, insieme ad una persona di cui ignoravo nome e cognome ma soprattutto non conoscevo nulla della sua militanza o ideologia. E’ stato un incontro casuale, senza significati né messaggi. Sono rimasto colpito dall’accuratezza della ricostruzione, e non ho colto quali simboli avesse sulle carenature, tantomeno intuendo i valori deleteri che potevano essere ancora attribuiti a quella rappresentazione. Ne ho preso spunto per fare una battuta ironica sulle primarie per il prossimo segretario del PD che, dopo mesi di scontri e lacerazioni, spero invece si svolgano senza altre guerre fra eserciti rivali. Solo a posteriori, mi sono reso conto che per alcuni di voi (e tralascio le strumentalizzazioni intenzionali) ho toccato una ferita aperta e mi dispiace. Non l’avrei fatto se lo avessi immaginato anche se, ripeto, è stato un gesto spontaneo e scherzoso, un gioco da social network. Voglio sperare che nessuno di voi voglia, per questo episodio, mettere in dubbio i valori dei quali sono sempre stato portatore, la mia storia ed il mio animo profondamente antifascista. Mio nonno dovette trasferirsi da Colle val d’Elsa perché fu l’unico maestro vetraio a rifiutarsi di prendere la tessera del Fascio. Io da questa storia vengo. Tralascio la vicenda di mio padre, partigiano in Yugoslavia, o di mio zio, eroe di Montemaggio. Io personalmente sono stato aggredito da fascistelli senesi in Piazza della Posta, perchè distribuivo l’Unità. Chiunque mi conosca sa esattamente quali sono i miei valori e cosa ho fatto affinché fossero trasmessi alle nuove generazioni, compresi i miei figli, per impedire che quelle idee possano scomparire insieme ai partigiani che li hanno difesi a rischio della propria vita. La spontaneità può essere un limite ma anche un pregio; chi mi conosce non può mettere in dubbio la mia anima da una immagine sul mio profilo Facebook, che a questo punto toglierò dalla mia bacheca, anche perché non mi piacciono gli scontri verbali che ha scatenato. Comprendo che un personaggio pubblico come il sindaco di una città deve mettere in conto l’ esasperazione su ciò che fa, dice o chi frequenta, ma vorrei davvero parlare di altro. Come, ad esempio, ammodernare la memoria della resistenza e dell’antifascismo attraverso un dibattito partecipato sulle nuove oppressioni ed emarginazioni ed in particolare su cosa sia e come combattere l’ingiustizia sociale di oggi”.

About the author

David Busato

David Busato

Giornalista pubblicista dal 2008. Laureato in Scienze Politiche e Documentazione e ricerca storica (entrambe a Siena). Docente. Collaboratore di Primapagina Chiusi, Lettera 43 e Qui Siena. Il suo motto, non originale, è "Fai quello che devi, accada quello che può...".